Approfondiamo quali aspetti investe la nuova configurazione sia per la barca che per l’atleta.
La variazione del sistema di fissaggio dei bracci (dal lato della mastra a sopra l’angolo di mastra) porta ad una variazione di stress per l’imbarcazione. Per la vogata di punta si ha un aumento di beneficio specie per imbarcazioni più grandi (4 e 8) in quanto essendo il braccio appoggiato su entrambi i lati dell’imbarcazione, la stessa risulta meno deformata rispetto alla struttura dei bracci monotubo che invece agiscono da una sola parte dell’imbarcazione. Per la vogata di coppia non si ha il bracciolo caricato da due forze laterali ma si caricano gli angoli di mastra dell’imbarcazione, inoltre il braccio si autoequilibra, essendo collegata la parte destra con la sinistra, riducendo molto i carichi che si trasferiscono sull’imbarcazione.
Per contro le deformate del braccio ad ala sono di gran lunga superiori rispetto quelle del braccio monotubo carbonio, che risulta in ogni caso, coppia o punta, più performante. Chiaro è che andrebbe valutato il sistema barca+braccio per capire l’effettivo, se c’è, beneficio.
Credo però che queste siano disquisizioni da costruttore. La cosa che conta per gli atleti è che indubbiamente, le barche risultano più stabili in quanto gli errori sono assorbiti dalla flessibilità del braccio. Un poco come tornare dai bracci monotubo carbonio a quelli alluminio. Inoltre essendo il braccio più pesante rispetto ai normali bracci sia monotubo carbonio che alluminio standard, l’equilibrio a rollio è più semplice da trovare (l’esempio tipico è quello dell’equilibrista che ha tra le mani una barra di peso non trascurabile per bilanciarsi).
Dite la Vostra…